domenica 27 aprile 2008

La strada difficile della sessualità

La sessualità è tra gli aspetti e gli argomenti della società moderna e postmoderna più controversi. Da una parte c’è una tendenza sessofobica prevalentemente incalzata dai tabù storici imposti dall’istituzione ecclesiastica, ricordiamo l’abusato concetto di colpa (concetto spesso usato impropriamente), dall’altra parte la sessualità vive il suo boom nella trasgressione libertina. Al di là delle moralizzazioni, quel che vorrei notare in questo contesto è che, sia nei tabù sia nella libertà dei comportamenti sessuali, c’è una distorsione culturale della sessualità. La sessualità, nel nostro tempo, spesso non rende l’aspetto veritiero della sua funzione che non è solo una semplice funzione di riproduzione della specie, ma anche quella della conoscenza più accurata del proprio corpo e di quello altrui. Una conoscenza adeguata porterebbe verso la cura di sè e dell’altro nella sfera sessuale-affettiva. Ora, la sessualità femminile, sappiamo tutti, è più complessa di quella maschile, ciò è dovuto dal fatto che le donne hanno due modi di provare il piacere sessuale, quello vaginale e quello clitorideo. Questi implicano due forme di piacere diverso che spesso sono difficili da conciliare. Possiamo dire che la mancanza di una provocazione del piacere, adeguato ad ogni ambito, spesso è causa della frigidità nelle donne. Vien naturale chiedersi: perchè le donne possono vivere la frigidità? La crudezza con cui oggi si parla e, soprattutto, si vive la sessualità, ha portato la specie umana alla freddezza dell’atto sessuale, ormai vissuto, soprattutto dalla generazione più giovane, come un atto necessariamente dovuto senza essere vissuto come un momento di carica erotica a coronamento dell’affettività. La sessualità moderna-posmoderna è diventata meccanica e, come ogni meccanica, presenta le caratteristiche della prevedibilità e staticità del rapporto. C’è una violenza inaudita nei confronti del corpo, sia quello altrui, sia il proprio. Il corpo è visto-vissuto ormai come oggetto o come mezzo per uno scopo determinato: il piacere in sè. Nella noia della meccanica si consuma il sesso non adeguatamente supportato dall’informazione sessuale, un’informazione che dovrebbe portarci alla conoscenza del proprio corpo e di quello altrui accompagnata dall’educazione emotiva, così si eviterebbe di vivere un atto naturale come qualcosa di estraneo, quasi alieno, alla vita psichica-spirituale di tutta la persona, senza tabù bigotti, senza sensi di colpa ingiustificati e senza svendita del corpo alla migliore offerta simbolica della civiltà dell’immagine.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

naaaaa...navigo tra un blog e l'altro e chi ti becco? rosalii... so marieeeella...ahahah che bello questo spazio ...verro spesso a trovarti...ciaooo

cellula.indipendente ha detto...

welà mariè che sorpresa... cmq questo è il blog non ufficiale, quello ufficiale è www.kulturaindipendente.wordpress.com è più aggiornato rispetto a questo che è semiabbandonato :p